Comportamenti autistici


  - inabilità nel rapportarsi con bambini o adulti

- carenza o assenza di linguaggio verbale

- ipersensibilità o scarsa reazione ai rumori

- utilizzo inappropriato dei giocattoli

- strani attaccamenti agli oggetti


- ipersensibilità o  indifferenza al tocco

- iperattività o comportamento passivo

- scarsa coscienza dei pericoli

- risate o pianti inappropriati

- difficoltà ad abituarsi a cambiamenti nelle routine

I segni precoci di autismo infantile


ETA' DI INSORGENZA
SINTOMI
0-6 MESI
- INDIFFERENZA AL MONDO SONORO
-ANOMALIA DELLO SGUARDO
-ECCESSIVA CALMA
-ASSENZA DELLA RISPOSTA-SORRISO
-INSONNIA CALMA
-IPOATTIVITA'
 
6-12 MESI
-MANIPOLAZIONI STEREOTIPATE
-DONDOLAMENTI
-COMPARSA DELL' "OGGETTO AUTISTICO"
-MANCANZA DI INTERESSE PER LE PERSONE
-ASSENZA DELL"ANGOSCIA DELL'ESTRANEO"
 -IPOATTIVITA' (TALVOLTA IPERATTIVITA')

Caratteristiche generali dell'autismo

L'autismo si presenta con anomalie qualitative nel campo delle relazioni sociali reciproche ed in tutti gli aspetti dellla comunicazione, manifesta comportamenti, attività ed interessi ristretti, limitati, ripetitivi e stereotipati. La diagnosi di autismo è n aumento e colpisce i maschi 4 volte più frequentemente delle femmine; è onnipresente e diffuso in tutte lepopolazioni del mondo, di ogni etnia  e in ogni ambiente sociale.

Classificazione americana del DSM IV

Il DSM è una classificazione diagnostica e statistica curata dall' American Psychiatric Association, giunta alla sua quarta edizione, che riguarda soprattutto i disturbi mentali dell'adulto e ha una parte dedicata a quelli che insorgono nell'infanzia e nell'adolescenza.
Le psicosi dell'infanzia sono definite sotto la categoria «Disturbi generalizzati dello sviluppo» che comprende:
1. disturbo autistico;
2. disturbo di Asperger;
3. disturbo disintegrativo della fanciullezza;
4. disturbo di Rett;
5. disturbo generalizzato dello sviluppo non altrimenti specificato



D.Marcelli, Psicopatologia del Bambino.Marco Battaglia

...ma cos'è la DSM IV e ICD 10?

Le classificazioni nosografiche

Attualmente le classificazioni maggiormente utilizzate nella psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza sono: quella americana del DSM IV, quella dell’ICD 10 curata dall’O.M.S, e quella francese CFTMEA sviluppata dal Centre A. Binet.


DSM IV: American Psychiatric Association, Diagnostic and statistical manual of mental disorders, DSM IV, Masson, Milano, 2002.
O.M.S: Temali D., Maj M., Catalano F., et al., ICD–10, Classificazione delle sindromi e dei disturbi psichici e comportamentali, Masson, Milano, 2003

Definizione autismo

Descritto inizialmente da Kanner nel 1943, l’autismo infantile viene attualmente inserito nell’ambito dei Disturbi pervasivi o Generalizzati dello sviluppo con la terminologia di "Disturbo Autistico". L'autismo viene infatti considerato dall ICD 10 dell'OMS e DSM IV un disturbo pervasivo dello sviluppo e si manifesta entro il terzo anno d'età con deficit nelle aree della comunicazione, dell'interazione sociale, dell'immaginazione e del repertorio di interessi.


Visconti P. (2003), La terapia di scambio e di sviluppo. In M. Formica (a cura di), Trattato di neurologia riabilitativa, Cuzzolin editore.

Oggetto autistico e oggetto transizionale hanno funzioni diverse...


Il bambino con un disturbo autistico in genere non conquista la fase dell’oggetto transizionale inteso come oggetto consolatorio da utilizzare come elemento sostitutivo della figura di accudimento; la presenza di un oggetto con valore transazionale è un importante elemento per una diagnosi differenziale. Il bambino con disturbo autistico usa gli oggetti (denominati oggetti autistici) per le loro caratteristiche sensoriali e non per il loro valore simbolico e quindi non li usa in modo comunicativo e relazionale.

Differenza tra "oggetto transizionale" e "oggetto autistico"

Il bambino autistico non reclama praticamente mai il suo oggetto autistico.Semplicemente lo ha con sè, non vediamo quasi mai un bambino autistico alla ricerca del suo oggetto.
Viceversa, l'oggetto transizionale viene spesso reclamato dal bambino, che lo cerca, manifesta angoscia se non lo trova, lo chiama, punta il dito in direzione di esso quando è fuori dalla sua portata.


Daniel Marcell, Posizione autistica e nascita della psiche. Roma. Armando editore.1991.

"oggetto autistico"

Tustin definisce l'oggetto autistico come "protezioni manipolatorie e reattive, non concettualizzate e basate su sensazioni provenienti dal proprio corpo".



Perchè l'oggetto autistico è duro?

L'oggetto autistico duro aiuta il bambino a sapersi difendere dal panico dell'organismo e dal "buco nero" dei terrori psicotici della sparizione, della dissoluzione e della scomparsa.


Sheila Spensley. Frances Tustin. Per una teoria psicoanalitica dell'autismo.  Armando editore.Roma. 1997

L'oggetto transizionale nei bambini autistici

Spesso si ritrovano gravi distorsioni nell'utilizzazione dell'oggetto transizionale nei bambini autistici o in quelli che hanno una precoce destrutturazione psicotica.
Nel bambino autistico,infatti, compare quello che la Tustin definisce "oggetto autistico", il quale presenta caratteristiche fisiche opposte all'oggetto transizionale classico, inoltre, tale oggetto viene manipolato in modo ripetitivo, stereotipato, non funzionale.
Le caratteristiche "dell'oggetto autistico" sono molto importanti. L'oggetto spesso presenta una consistenza particolare, dura, metallica, una morfologia bizzarra, squadrato, freddo ed è spesso rotto e abbandonato.


"Psicopatologia del Bambino", Daniel Marcelli.

A che cosa serve l'oggetto transizionale?

L'oggetto transizionale è un oggetto consolatoro che rappresenta e sotituisce la madre assente e aiuta quindi a sopportare l'assenza di quest'ultima. Questo oggetto non è di per sé indispensabile, ma lo diviene per coprire l’assenza della madre; dona al bambino sicurezza, relax, serenità e senso di stabilità.

Cos'è l'oggetto transizionale?

Secondo la teoria elaborata da Winnicott, l'oggetto transizionale o di transizione è un surrogato della figura materna e compare, nello sviluppo normale del bambino, dopo i primi 7-8 mesi.
E' in genere un oggetto morbido, tondeggiante, caldo, che viene esplorato in modo polisensoriale (viene toccato, messo in bocca, annusato). 
Luca Casadio in "L'umorismo. Il lato comico della conoscenza" definisce l'oggetto transizionale come "il primo possedimento" del bambino.